Un prete da niente

04/2023

L’oblio, il risveglio, l’amore di una donna e una bambina dal fermaglio rosso, non basteranno al protagonista per sapere chi è veramente.

Dovrà continuare a cercare, e tornare in quel piccolo paese per trovare la sua strada.

Forse non ci fermiamo mai abbastanza a guardarci dentro, per capire chi siamo veramente, e non basta una vita, anche se a volte può bastare poco, tanto poco, quasi niente:

Una nevicata e un tiepido sole di primavera.

Disponibile presso:

  • Cartolibreria “Punto e Virgola” Viale Alberto Fassini, 10 – 02100 Rieti
  • Cartolibreria “Punto e Virgola” Via della Repubblica, 27 – 02043 Contigliano
  • Rifugio Angelo Sebastiani – Monte Terminillo

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Prefazione

Prefazione a cura di: Padre Mariano Pappalardo

Scorrono veloci sotto gli occhi, le parole del racconto che hai tra le mani, ma non scivolano via. Lente scendono nel cuore e si depositano nel fondo e lì mettono radici e germogliano. Pur se la mente è pressata da una trama avvincente e piena di colpi di scena, quei germogli, nel cuore, obbligano a sostare con sguardo rapito a scrutare ciò che di più intimo c’è nell’intimità di ciascuno. Lì tutto è riposto e si sedimenta e attende che una parola fatata come un bacio, risvegli emozioni, esperienze, ricordi, pensieri, ragionamenti, scelte, e tutto ciò che creduto passato, torna a pulsare di rinnovata, insperata, vibrante presenza.

Sono germogli cordiali che profumano, che hanno sapore e fragranza di altri tempi.

Hanno profumo, fragranza e sapore come di pane appena sfornato cui è difficile resistere, tanto seduce. È pane fresco, buono, che nutre e diletta da solo anche senza companatico.

È nutrimento semplice ed essenziale eppure sollecita il gusto e si può continuare a masticare anche il boccone buttano giù ormai da tempo. E’ un sapore che permane, che fa compagnia e accompagna.

Il “prete da niente” è un buon amico, che parla a te mentre racconta di sé; che ammonisce con delicatezza mentre mette a nudo e svela le proprie fragilità; che guarisce le tue ferite mentre cerca di medicare le proprie; che dona al lettore il senso della propria esistenza, mentre cerca quello della sua.

Quello della sua esistenza è un senso intessuto di relazioni.

Solo le relazioni dicono e danno il senso della vita. Solo nelle relazioni ciascuno può ritrovare se stesso. Solo le relazioni permettono di ricostruire il passato e offrono inatteso futuro.

L’intreccio delle relazioni, permette l’intreccio del tempo; il passato proietta al futuro ma fa sostare con consapevole sapienza nel presente. Solo chi abita il presente, con calma e infinita pazienza; solo chi nel presente sa mettersi in gioco fino in fondo e pur con azzardo, sarà in grado di uscire dalla bolla di una esistenza smemorata che imbriglia e imprigiona.

Le relazioni sono intrecci di legami che avvincono ma non imbrigliano, che seducono senza soffocare, che “rubano” l’anima, ma non la sequestrano, che dicono amore solo quando sono in grado di dare via libera. Lezione di vita per chiunque dovesse pensare di poter possedere gli altri con prepotente violenza o con subdoli ricatti emotivi.

Quello di Felice Nucci è un romanzo d’amore: amore per la vita, per la natura: il lago, il gatto, i fiori, la neve; amore per le donne, i bambini, gli amici, la musica, per una piccola chiesa, una veste talare, una vecchia Mini Morris.

L’amore si fa rispetto cortese e attento, invade i sensi, si esprime con gli occhi e con lo sguardo pudìco e leggero; si manifesta nel tatto impalpabile e discreto; negli abbracci caldi e prolungati e silenziosi; va al ritmo del cuore che batte a volte calmo e rassicurante, altre volte frenetico e inquietante.

La vicenda e i personaggi sono straordinari nella loro ordinarietà. Quella narrata è una vicenda semplice e umanissima, a tratti struggente; è l’elogio di un quotidiano che emoziona. Tutto è parlante, ogni cosa racchiude una parola. Vi è una storia che ha fatto nido in ogni singolo oggetto, in tutto ciò che è vivo ed anche in ciò che ormai sembra morto.

L’autore conduce i suoi lettori, e vi riesce con maestria, a far risuonare le parole annidate, e dà loro voce, prima fermandosi ad ascoltarle e poi facendole vibrare all’orecchio e al cuore di chiunque voglia ascoltarle.

Quella che Felice Nucci esprime nel suo romanzo è una umanità “ingenua” e fanciulla, che proprio per questo raggiunge la pienezza di una maturità adulta e raffinata. Il mondo e la storia, gli uomini e le loro storie sono contemplate con sguardo puro e infinito rispetto.

Si respira un’aria tersa di gratuità tra le righe del romanzo. In esso ciascuno, negli ampi spazi bianchi lasciati dall’autore, può scrivere la propria storia e liberarsi il cuore e ritrovare l’anima.

Quella del protagonista è una vita convulsa, ma vissuta col ritmo lento del pescatore e si muove tra le proprie e le altrui tragedie col passo felpato di un gatto silenzioso e sagace.

Pur nella ricerca di sé, egli non ruota mai su se stesso. La capacità di accogliere l’altro e fargli spazio nel proprio mondo interiore, accompagnandolo senza lasciare impronte neppure sulla neve e senza mai interferire, lo condurrà a portare alla luce, quasi a partorire se stesso e a dare il meglio di sé.

Il racconto più che leggerlo, lo si può ascoltare con infinita tenerezza.

È una narrazione sussurrata anche se ogni evento porta con sé le inevitabili asprezze della vita. Alcuni eventi sono duri, ma tutto è vissuto con l’animo sognante del “venditore di sogni”, o più semplicemente con l’animo lieto di chi non si arrende alla realtà, ma ne sogna, ne canta, ne indica un’altra diversa e migliore, e per questa si spende.

È una lettura che fa bene al cuore.

È una lettura che ridona vita.

Don Mariano
Un prete da niente

Ringraziamenti

  • Padre Mariano Pappalardo per aver accettato di buon cuore di leggere la bozza di questo libro, durante una sua vacanza e guarda caso, proprio in riva a un lago, per avermi amorevolmente incoraggiato e per aver scritto la prefazione.

  • Luca Scopigno che ancora una volta con pazienza e competenza, ha corretto le bozze di questo nuovo libro, con i tanti errori del mio scrivere frettoloso. Grazie per avermi sostenuto e paragonato a uno scrittore importante, che per pudore non citerò.

  • Roberta Leomporra  (Robertina) che mi ha sempre sostenuto e che, è stata capace di convincermi a pubblicare il mio primo libro.

  • L’amico  fotografo Giuseppe Carciuoffolo, per avermi fatto regalo della foto di copertina.

  • Tutte le persone che incrocio nella mia vita, con le quali mi fermo a parlare e che ispirano i miei personaggi.

  • Il gatto grigio, che nella realtà era stato abbandonato in un parcheggio. Lo abbiamo trovato sotto una macchina,  piangeva,  impaurito e smagrito. Lo abbiamo portato a casa, curato e rimesso in forze e chiamato Mio. Mentre scrivevo spesso mi saltava sopra le ginocchia e mi guardava, e io guardavo lui. Così è diventato Flipper.

  • Mia moglie Franca per l’amorevole comprensione mentre scrivevo, di notte o la mattina presto, e per i suoi caffè e i miei figli Silvia, Massimo e la sua compagna Serena, e l’ultimo  amore grande appena arrivato: la nipotina Matilde che danno gioia alla mia vita e al mio scrivere.

  • Tutti coloro che mi incoraggiano a scrivere ancora.

  • Te lettore per leggere le mie storie.

  • Tra gli amici e familiari che hanno fatto osservazioni sulle bozze del libro ci sono: Padre Mariano Pappalardo, Luca Scopigno, Roberta Leomporra, Alessandra Lancia, Cristina Racchella, Franca Rinaldi e Silvia Nucci.

  • Nei ringraziamenti si dimentica inevitabilmente sempre qualcuno, ma sappia che manca da questo elenco, ma non dal mio cuore.

Hanno scritto…

Anna Paola

Caro Felice ho letto con piacere il tuo libro e….mi ha lasciato SPERANZA, in questo libro sono racchiuse le virtù teologali in maniera semplice e gioiosa:Fede Speranza e Carità un abbraccio e uno sguardo al cielo Anna Paola

Gina

L’ho letto in due serate , mi è piaciuto, ill racconto mi ha preso molto , non vedevo l’ora di capire come andasse a finire ….complimenti x il tuo stile fresco e avvincente, mi sono riproposta di leggere gli altri due libri, fammi sapere dove posso trovarli ….aspetto di leggere anche un tuo prossimo lavoro.

Giancarlo

Amico mio ma quanto è bello il libro tu non sei una persona qualunque hai un grande immenso dono già il titolo un prete da niente ti fa incuriosire ma la storia gli eventi il personaggio di Fred questo uomo che si risveglia dopo anni di coma i suoi ricordi confusi in una bolla poi la ricerca di una verità che lo porta all’amore la sua inconsapevole saggezza e su questo ci sarebbe da parlarne perchè sei tu sei tu il Frank che io non ho solo conosciuto una persona con un cuore senza confini tu sei l’essenza di una molteplicità di sensazioni le tramuti in parole, in eccezionale e disarmante verità vorrei dirti un miliardo di cose……. Ti voglio bene Feli e sono strafelice di averti incontrato.

Oriana

Non potevo essere nel posto più giusto per ultimare la lettura di ”Un prete da niente ” a casa dell’autore che ho il piacere di conoscere e considerare con sua moglie Franca degli Amici
IL protagonista ,Fred, coinvolge i lettori con le sue vicessitudini personali e il raggiungimento della felicità.
Le nuove conoscenze, le nuove consapevolezze, la voglia di migliorarsi superando i propri limiti, l’atteggiamento verso i cambiamenti e la positività mentale nei confronti delle sfide della vita, affrontando un percorso di insicurezze che lo portano su una strada
che lui non avrebbe mai pensato di prendere. Dando gioia e fiducia a chi ha trovato sul suo cammino.

Federico

Ciao Felice , stamattina (21.08.2023) alle 11,00 ho comprato il tuo libro , alle 17,00 ho finito di leggerlo. Cosa dire ? È una lettura coinvolgente, le pagine scorrono velocemente , il finale non è scontato. Che mi ha lasciato il tuo racconto ?.Nella nostra vita abbiamo sempre il tempo per fare delle scelte o almeno quelle che riteniamo giuste , non è mai troppo tardi . Non dobbiamo mai dimenticare i valori che ci hanno trasmesso i nostri genitori, l’amore per il prossimo, la lealtà, la giustizia e il rispetto per le altre persone. Fred ha impiegato più tempo, rispetto al suo amico d’infanzia a trovare la sua strada. È giusto che i telefonini debbano servire per fare la luce, visto l’uso sconsiderato che ne facciamo oggi. Mi complimento con te, ho letto anche i tuoi libri precedenti.

Stefano

Penso che Felice sia una delle persone più eclettiche che abbia mai conosciuto. In qualsiasi campo si cimenta Lui riesce alla grande.
Ora dopo il suo terzo libro, si può affermare anche che sia un ottimo narratore e maestro di vita.
Si perché, pur nella sua leggerezza e fluidità, il “Prete da niente” ci fa riflettere su molti aspetti della vita su cui molte volte sarebbe il caso di fermarsi a pensare.
È un bellissimo racconto che ti porta a leggere pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo per vedere cosa succede. Complimenti è veramente una bella storia.
A dimenticavo: c’è ne vorrebbero di “Preti da niente” nel mondo di oggi.
Alla prossima Felice!

Francesco

Io, quando compro un libro, controllo sempre che ci siano le ultime tre pagine bianche, mi dà l’illusione di poter, io, riscrivere un’altro finale. Nel tuo non ci sono pagine bianche ed ho capito perché, il libro è perfetto così, bravo, riesci a tenere incollati gli occhi sulle tue pagine, la storia scorre bene, il tema della tua trilogia, la speranza, è inserita bene, molto, nel racconto. Il racconto è strutturato bene con i dovuti colpi di scena, bravo molto bravo, poi lo discutiamo a “voce”

Daniela

Ho letto il libro in due pomeriggi in pieno relax nel giardino di montagna.Complimenti mi è piaciuto moltissimo.Riuscire a vedere con gli occhi e avere le sensazioni quelle giuste è la cosa più bella che ti riempie di gioia e ti fa vivere in serenità e armonia con tanto amore per tutto quello che ci circonda .Ma spesso siamo accecati da tutto quello che il consumismo la tecnologia e la frenesia ,e ci toglie il bello della vita. Grazie Felice.Un saluto da Daniela ….al prossimo libro

Paolo

Ciao Felice!
Il tuo libro è volato.
Una storia dove bisogna farsi catturare dalla fantasia, dove non occorre pensare troppo, dove non tutto ha un perché.
Quello di cui abbiamo bisogno.
Il tuo modo di scrivere è affabulante e fa in modo che le parole diventino all’istante immagine.
E così deve essere.
Grazie e complimenti!
Un abbraccio!!!

Roberta

Nel Prete da niente, c’è tutto lo spettro dei nodi insoluti della tua indole: la musica, la necessità di andare oltre i limiti tuoi stessi. Il desiderio di armonia, di diventare nonno, di essere utile.
La moltitudine di velleità di cui il tuo libro è intriso e ti pare non aver espresso, connotano l’identità di ciascuna delle azioni in cui ti spendi.
Il potere sotteso all’intera narrazione, definisce Fred quale entità pressoché salvifica, capace di estrapolare il meglio da chiunque ne intercetti il passo intenso sul mondo.
Tu, mio caro Felice sei così.
Il tuo libro mi ha restituito speranza e la preziosa abilità di trovare in ogni barlume d’istanti, tempo da dedicare alla lettura.
Mio adorato mentore di sempre.
Grazie.

Dina

Il tuo romanzo mi è sembrato molto bello, la storia molto di cuore, in moltissimi punti ho riconosciuto il tuo modo di essere e le tue espressioni (il Principale, i ragazzetti ecc) e riflette benissimo il tuo entusiasmo e il tuo amore per la vita e per la natura. È una lettura piacevole che ti invoglia ad andare avanti per vedere come va a finire. Ti faccio tantissimi complimenti. Io leggo molto quindi posso dire di avere un buon termine di paragone. L’unico appunto che mi sento di farti è che cambierei un po’ i nomi dei vari personaggi..sicuramente ci sarà un tuo pensiero a monte ..ma io ho L’handicap di non ricordare i nomi dei personaggi dei libri quindi se i nomi sono un po’ più diversi per me è più facile ricordarli.. Fiona, Flora, Floyd Fay Fergus.. per me sono difficili da ricordare se fossero più diversi sarei facilitata .. comunque questo è solo un dettaglio.. sei bravissimo.
Dei tre libri ognuno è speciale a modo suo , tutti e tre mi sono piaciuti molto , il mio preferito rimane il primo perché è il più “autobiografico”.

Massimo

Terminato il Suo romanzo, che colloco nel settore del “realismo magico”, rifletto su come gli autori italiani che hanno attraversato questo stile spesso non sono riusciti a trasmettere un messaggio che non sia solo forma, tranne alcuni esempi importanti come Buzzati, Ortese e Calvino. Il cuore più intimo del Suo testo è invece pulsante, umano, commovente. Anche in “Un prete da niente” ho riscontrato i punti ricorrenti in questo genere letterario: la narrazione spesso disancorata da connotazioni realistiche, il fascino di un certo alone di mistero è accennato e mai spiegato, la ricchezza di sensazioni, distorsioni temporali, ciclicità di temporalità, ambientazione in cui il presente si ripete o richiama il passato, distinzione sfumata tra passato e del presente.
Fresco, mai reticente con le emozioni, portatore di serenità, vitale: il libro è tutto questo, e molto di più.
Complimenti.

Alessandra

Quanti scatti e quante frenate, su questa autostrada che é la vita: fortunato chi “compie nel suo cuore il viaggio” e osserva e accoglie e restituisce amore. E tu lo sei. Fortunato e generoso, perché della tua strada non ti stanchi di dare le “coordinate”. Il tuo libro mi ha prima un po’ disorientato, poi via via sempre più preso. E ora che sono arrivata alla fine mi mancherà. Ma se anche non ce ne sarà un altro ce lo possiamo sempre dire in corsa, tra una ciambelletta e un’altra, come prosegue la storia…

Massimo

Terminato il Suo romanzo, che colloco nel settore del “realismo magico”, rifletto su come gli autori italiani che hanno attraversato questo stile spesso non sono riusciti a trasmettere un messaggio che non sia solo forma, tranne alcuni esempi importanti come Buzzati, Ortese e Calvino. Il cuore più intimo del Suo testo è invece pulsante, umano, commovente. Anche in “Un prete da niente” ho riscontrato i punti ricorrenti in questo genere letterario: la narrazione spesso disancorata da connotazioni realistiche, il fascino di un certo alone di mistero è accennato e mai spiegato, la ricchezza di sensazioni, distorsioni temporali, ciclicità di temporalità, ambientazione in cui il presente si ripete o richiama il passato, distinzione sfumata tra passato e del presente.
Fresco, mai reticente con le emozioni, portatore di serenità, vitale: il libro è tutto questo, e molto di più.
Complimenti.

Luca

Giunto alla sua terza fatica, Felice ci ha abituato a emozionarci e spesso commuoverci attraverso storie difficili ma dal finale che infonde speranza e fiducia nel prossimo e nella vita.
Storie che lui immagina prendendo spunto da episodi reali e a cui aggiunge autentici quadri di natura e umanità degni del consumato romanziere.
Felice sceglie i tempi della sua storia e li dosa, sospendendoli e riacciuffandoli, come un grande scrittore e anche questa volta ci regala un racconto straordinario caratterizzato da speranza e ottimismo nonostante le difficoltà della vita che l’autore non nasconde o sottovaluta.
Grazie Felice e – anche se continui a ripetere che questo sarà l’ultimo libro – aspettiamo tutti la tua prossima fatica per piangere ancora mentre, con l’animo intenerito e leggero, sorridiamo sereni.

Paolo

Ciao Felice, ho letto il tuo ultimo libro, devo dire che come gli altri è piacevole alla lettura, ti coinvolge, emoziona e come dice padre Mariano, fa bene al cuore. Complimenti ancora.

Lillina

Ho letto tutti e tre i tuoi libri e mi hanno sempre emozionata, per i sentimenti che esprimi, la semplicità di lettura, ma soprattutto l’ ottimismo che trasmetti attraverso i tuoi scritti. A volte ci dimentichiamo di ringraziare il Principale per quello che ci ha dato! Grazie per avermi ricordato di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e di pensare che tutto quello che facciamo se fatto con amore non va mai sprecato. Con affetto Lillina !!

Sabrina

Finito questa mattina….forse l’ultimo nato ha una marcia in più…. è stato un vero piacere tuffarmi ancora nei tuoi racconti … Non ti nascondo che mi piacerebbe leggerne ancora. Un abbraccio Sabrina

Tania

Caro Felice ho appena finito di leggere…. Anzi divorato il tuo nuovo capolavoro….. Si perché questo è davvero un capolavoro, credo che sia il più bello in assoluto dei tre. Ti rapisce il cuore…ti fa partecipe della storia….ti coinvolge in un turbinio di emozioni… Emozioni che io in qualche modo come tu sai mi riguardano da vicino. I personaggi non sembrano di fantasia ma reali a tal punto che mi hanno trasmesso una serenità e tranquillità che non avevo da qualche anno. Ho trascorso due giorni di lettura semplice ma allo stesso tempo in pace con me stessa. L’autostrada dell’amore di cui parli è a volte a senso unico… A volte affollata, a volte deserta. Ma se anche una sola volta capita di aiutare un ‘ape anche solo facendola dissetare o rimettere in piedi un coleottero come mi capita di fare…. Be allora l’autostrada dell’amore per me non è poi così lontana o irreale..
Grazie di cuore per avermi emozionato ancora un abbraccio

Silvana

Il terzo libro, scritto da Felice Nucci “Un prete da niente” sin dalle prime pagine, mi è apparso molto particolare e degno di attenzione. Ad un primo contatto, procedendo nella lettura, avevo avuto l’impressione che le avventure e
le disavventure del giovane Fred, potevano aver successo presso un lettore di giovanissima età! Sbagliavo. Man Mano che mi addentravo nella storia, mi rendevo conto, che invece poteva coinvolgere ogni fascia d’età|. Questo libro ha molto da dire ed insegnare, sia ai giovani che alle persone mature. Molte sono le sfumature e le avventure del giovane Fred. E si evidenzia “da subito” come ogni pensiero, azione e ricerca di una vita onesta è impregnata da sentimenti di fratellanza. Le sue azioni scaturiscono da un grande amore per i suoi simili, per la natura, la musica ed anche per gli animali.
In questo romanzo due mondi si incontrano: quello degli adulti e quello dei bambini. Innocenza ed esperienza, si intrecciano per risolvere problematiche, anche piuttosto importanti. Ogni azione è pensata e condotta con amore e semplicità, quasi sotto forma di gioco.. Nulla è troppo, nulla è opprimente, Padre Fred sa come portare avanti compiti
imprevisti ed, in alcune circostanze, del tutto sconosciuti..
La “Chiesa” e la “Fede” fanno “Miracoli” sia ad un Fred che vuole imparare a vivere in una nuova maniera, ” più vera e giusta” ed anche insegnare ai piccoli che chiedono aiuto a Lui..
Così inizia, una vita mai pensata, mai conosciuta e, nella tranquillità di una chiesetta modesta e sperduta, si avvera un miracolo. Padre Fred trova la sua strada ed i bimbi vivono un’avventura che, per tutta la loro vita, non dimenticheranno.
Alla fine della lettura si nota come ogni pezzo del puzzle, trova il suo posto fondendosi.
Si evince che ” Un prete da niente” ha fatto cose grandiose per tutti quelli che hanno camminato con Lui.
Ovviamente è evidente come l’amore, la generosità, e la voglia di vivere nel giusto modo, hanno fatto sì che Felice Nucci creasse dei personaggi straordinari. Questo avviene perché è l’autore stesso UNA PERSONA SPECIALE
Auguro a Felice molti altri successi letterari e quindi siamo pazientemente in attesa della sua ” QUARTA OPERA
Ad maiora Felice ……… per tutto ..

Dino

Il libro “Un prete da niente” è il terzo romanzo di felice nucci, l’ultimo romanzo nel quale si nota la crescita dell’autore nel mestiere di scrivere, intreccio, racconto delle situazioni, caratterizzazione dei personaggi sono sviluppate con mani più consapevoli, già allenate dalla scrittura dei due altri bei lavori di felice.
Con questo suo ultimo romanzo l’autore racconta lo sviluppo dell’amicizia di due bambini molto diversi fra loro accomunati inconsapevolmente da un medesimo destino, il racconto di come il compimento dello stesso destino possa essere raggiunto con tempi e modi coerenti con l’animo, il carattere e spesso gli errori ed i vizi dei singoli personaggi e del loro vissuto.

Il racconto di due vite, due anime gemelle, che si incontrano ed evolvono insieme per il tempo della fanciullezza per poi interrompere la strada comune lungo il cammino dell’evoluzione spirituale, percorrendo strade a volte tortuose ma sempre con bontà di sentimenti e relazioni amichevoli sviluppate con animo sereno ed accogliente.

Nel percorso di crescita spirituale raccontato nel romanzo, una vita viene in soccorso dell’altra, con una presenza ed una vicinanza spesso sottolineata dal quel “non avere paura,io ti sono vicino”, sentito o solamente sognato tante volte, che i due personaggi spesso si scambiano o nella immaginazione e negli incubi del protagonista come nella realtà.
Ogni cosa che accade ha una sua ragione e nulla avviene per caso.
L’armonia della musica come collante e colonna sonora della loro vita.
L’esibizione dei due personaggi principali, ancora bambini, a quattro mani sulla tastiera del pianoforte, rende bene il suggello e la sintonia dell’amicizia adulta e consolidata a dispetto della giovane età dei due, avviati inconsapevolmente ad obbiettivi in apparenza diversi ma con un destino comune a loro ancora sconosciuto.

Lo sviluppo del romanzo è fortemente caratterizzato dal concretizzarsi di quella esortazione che a me ha colpito molto e che riporto testualmente
“se cadi, non devi rialzarti subito, aspetta un po, assapora la polvere, nutritine, non nascondere le ferite, ma mostrale, lasciale asciugare al sole, al vento, alla pioggia e alla neve perché tutti le possano vedere e pensa a quante volte hai rischiato di cadere e, nonostante tutto, sei rimasto in piedi”…

un consiglio ed un ammaestramento morale spesso dimenticato nella vita frenetica cui oggi siamo costretti, dove la supremazia e la voglia di emergere a qualunque costo travolge anime e sentimenti senza pietà, dove a pagare sono sempre i più deboli e remissivi, pur con capacità e valore….
La guerra appena accennata, così come la violenza sulle donne e sui bambini, incubo materializzato dalla umana negligenza, ipocrisia e avarizia di gran parte del genere umano e dei potenti di sempre, nati dalla pratica di un errato senso di possesso delle cose e delle persone da parte degli uomini.

Tutti i personaggi maschili e femminili sono ben caratterizzati nella loro dimensione umana nei loro difetti e nelle loro qualità, talvolta anche nella loro malvagità.
La più significativa delle femminili a mio giudizio quelle della zia Florinda madre a pieno titolo e maestra di vita dei protagonisti, della piccola Fay, energica e volitiva binba, capace di essere motore del gruppo di bambini che conduce Padre Fred a riconsiderare le proprie scelte di vita.

Un bel romanzo, condito con grande ottimismo e buoni sentimenti.

Grazie Felice, aspettiamo il tuo prossimo lavoro, sono sicuro che ci sarà, come sono sicuro che potresti sorprenderci ancora.